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	<title>Commenti a: La raccolta differenziata diventa obbligatoria. Obiettivo 50% entro il 2008</title>
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	<description>Il blog di Andrea Zanzini: assessore &#039;indipendente&#039; alle Politiche Ambientali ed Energetiche del Comune di Rimini</description>
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		<title>Di: Fabio Re</title>
		<link>http://lnx.zanzini.it/wordpress/archives/536/comment-page-1#comment-11562</link>
		<dc:creator>Fabio Re</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 20:52:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://lnx.zanzini.it/wordpress/archives/536#comment-11562</guid>
		<description>Egregio assessore, 
    ho ricevuto con piacere la sua risposta al mio commento sul precedente post.
Il suo modo garbato di rispondere ai miei dubbi, la sua abile diplomazia e la sua dialettica politica sono notevoli e pure la sua capacità di reagire con elegante compostezza alle mie provocazioni.
E&#039; chiaro però che non può funzionare tutto come dice nel suo commento, o meglio, non dovrebbe, altrimenti sarei proprio un pazzo a scriverle.
Le intemperanze e le ingenuità delle persone che si agitano infuriate agli incontri con Paul Connett, magari non faranno buon gioco a chi pretende di entrare nel dibattito politico prendendosela con Hera, Fabbri, Romani e tutti i sostenitori dell’inceneritore, ma non si possono eludere certe distanze di concetto che lei invece tenta di conciliare. Ed è per questo che io la stimolo a cambiar atteggiamento. Su questa situazione non è contemplabile la mediazione. Di fronte alla gestione dei rifiuti occorre fare una scelta collettiva e oserei dire quasi culturale che dovrebbe partire dalla politica. Scegliere una gestione sostenibile ed eco-responsabile, oppure dare continuità al consumo irresponsabile e all’incenerimento. Una cosa esclude l’atra, non possono convivere questi due opposti.
La questione &quot;inceneritore&quot; non si può giocare sul fattore di modernità o meno degli impianti, o sul numero dei forni. La questione è solo una: incenerire o non incenerire, &quot;quasi come se si dovesse inserire in un codice etico comunale&quot;.
Il problema degli inceneritori infatti non sta nella sola emissione di diossine, sull’impatto ambientale delle emissioni o altro o sulla economicità del sistema di termovalorizzazione, bensì la questione si gioca sulle NANO PARTICELLE. 
Se nelle emissioni degli inceneritori vengono contenute queste pericolosissime particelle, non c&#039;è tecnologia o filtro che tenga. Basta incenerire un Kg di CDR che ce lo andiamo a respirare sotto forma di “incontrollabili nano-particelle” nel raggio di 300 Km.
Non si possono edulcorare troppo le cose. E&#039; questo che mi disturba.
Lei ha ragione che parlarne in questo modo rischia di ridurre ampie e complesse tematiche in discorsetti semplicistici da bar sport, ma francamente ognuno utilizza gli spazi che gli vengono concessi ed io per ora ho trovato questo.
L&#039;ambientalismo si basa su di un principio che si chiama di &quot;precauzione&quot;. Il principio di precauzione supera le logiche utilitaristiche della politica, gli equilibri di governo o le linee politiche di partito.
Alla base del principio di precauzione sta il bene comune. A volte nella politica questa condizione (paradossalmente) manca in funzione della salvaguardia degli assetti, degli stili di vita e dei sistemi governativi. La questione dell’inceneritore ne è un esempio lampante.
Se si ha il sospetto ragionevole che un comportamento possa essere dannoso alla collettività o possa arrecare gravi conseguenze, sebbene se non ci siano prove scientifiche (che comunque per quanto riguarda la questione inceneritori spuntano come funghi da molte fonti), è auspicabile adottare questo benedetto principio di precauzione per il bene comune. Il principio di precauzione non è principio di pregiudizio, ma è un atteggiamento razionale e ponderato di osservazione e discernimento che chi ha certe responsabilità deve adottare. La sua amministrazione pone questo principio come punto fermo per l&#039;azione di governo?
Ovvero, l’inerzia di chi non vuol vedere o la colpevole pigrizia di chi non vuol fare uno sforzo in più per cambiare le cose, o forse la mancanza di coraggio di chi rinuncia a certe scelte importanti sebbene onerose, non sono forse un danno per la collettività?
L&#039;amianto è stato una lezione che non abbiamo imparato, il nucleare anche (a quanto pare) e forse gli OGM saranno un ennesimo esempio di irresponsabilità generale, ma sugli inceneritori abbiamo più voce in capitolo, ce li costruiamo da soli sotto casa, non ce li piazza nessuno a nostra insaputa. 
Perchè le amministrazioni non adottano questo benedetto principio di precauzione nei confronti del problema e dei delicati fattori che così chiaramente incidono sul bene della gente?
Per la mancanza di tecnologie di smaltimento alternative? No. Per la mancanza di progetti di gestione responsabile dei rifiuti che evitino l’incenerimento e che non siano utopistici? Nemmeno. Dunque da lei volevo sapere il motivo allora. Vorrei sapere cosa o chi ci obbliga a tenere in vita un inceneritore che ci fa male e che con ogni probabilità fa aumentare esponenzialmente la probabilità di cancro nella popolazione. Se questa gestione del ciclo dei rifiuti ci espone a questi rischi, perché non adottare il principio di precauzione e scegliere altre strade?
Si parla di tutto, come se la scelta fosse di natura meramente economica o ecologica senza valutarne con logicità gli effetti diretti sulla popolazione infatti. 
I tumori dovuti alla presenza nell&#039;aria di  nano particelle da combustione ad alta temperatura sono eventualità difficilmente collegabili ma ragionevolmente connesse. Il tragico scotto di ciò, potrebbe essere pagato da tutti ed è un rischio che non ci si può permettere di correre, soprattutto se esistono alternative. E le alternative esistono. Abbiamo pure il sindaco oncologo poi. 
Le ripeto, la questione reale non è di numero dei forni o di modernità, ma è una questione che sta alla base. Inceneritori si o no. Non è ammissibile di poter considerare una conquista il solo fatto di incenerire di meno o meglio.
Considero francamente poco consolatorio sentirmi dire che fra qualche anno inceneriremo di meno per lo smantellamento di due forni vecchi.
Bastano due forni in attività a generare i disastri ecologici e umani che vorrei evitare per me, i miei concittadini e i miei figli. Queste non sono idee politiche, questo è perseguimento del bene comune.
Speriamo che la politica e la diplomazia o gli interessi di qualcuno non siano di troppo ostacolo a tutto ciò.
Ho per caso trovato il suo nome fra gli aderenti al forum giovani per il piano strategico. Dunque come vede lei Rimini fra 20 anni? Con o senza inceneritore accanto?

Cordiali saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio assessore,<br />
    ho ricevuto con piacere la sua risposta al mio commento sul precedente post.<br />
Il suo modo garbato di rispondere ai miei dubbi, la sua abile diplomazia e la sua dialettica politica sono notevoli e pure la sua capacità di reagire con elegante compostezza alle mie provocazioni.<br />
E&#8217; chiaro però che non può funzionare tutto come dice nel suo commento, o meglio, non dovrebbe, altrimenti sarei proprio un pazzo a scriverle.<br />
Le intemperanze e le ingenuità delle persone che si agitano infuriate agli incontri con Paul Connett, magari non faranno buon gioco a chi pretende di entrare nel dibattito politico prendendosela con Hera, Fabbri, Romani e tutti i sostenitori dell’inceneritore, ma non si possono eludere certe distanze di concetto che lei invece tenta di conciliare. Ed è per questo che io la stimolo a cambiar atteggiamento. Su questa situazione non è contemplabile la mediazione. Di fronte alla gestione dei rifiuti occorre fare una scelta collettiva e oserei dire quasi culturale che dovrebbe partire dalla politica. Scegliere una gestione sostenibile ed eco-responsabile, oppure dare continuità al consumo irresponsabile e all’incenerimento. Una cosa esclude l’atra, non possono convivere questi due opposti.<br />
La questione &#8220;inceneritore&#8221; non si può giocare sul fattore di modernità o meno degli impianti, o sul numero dei forni. La questione è solo una: incenerire o non incenerire, &#8220;quasi come se si dovesse inserire in un codice etico comunale&#8221;.<br />
Il problema degli inceneritori infatti non sta nella sola emissione di diossine, sull’impatto ambientale delle emissioni o altro o sulla economicità del sistema di termovalorizzazione, bensì la questione si gioca sulle NANO PARTICELLE.<br />
Se nelle emissioni degli inceneritori vengono contenute queste pericolosissime particelle, non c&#8217;è tecnologia o filtro che tenga. Basta incenerire un Kg di CDR che ce lo andiamo a respirare sotto forma di “incontrollabili nano-particelle” nel raggio di 300 Km.<br />
Non si possono edulcorare troppo le cose. E&#8217; questo che mi disturba.<br />
Lei ha ragione che parlarne in questo modo rischia di ridurre ampie e complesse tematiche in discorsetti semplicistici da bar sport, ma francamente ognuno utilizza gli spazi che gli vengono concessi ed io per ora ho trovato questo.<br />
L&#8217;ambientalismo si basa su di un principio che si chiama di &#8220;precauzione&#8221;. Il principio di precauzione supera le logiche utilitaristiche della politica, gli equilibri di governo o le linee politiche di partito.<br />
Alla base del principio di precauzione sta il bene comune. A volte nella politica questa condizione (paradossalmente) manca in funzione della salvaguardia degli assetti, degli stili di vita e dei sistemi governativi. La questione dell’inceneritore ne è un esempio lampante.<br />
Se si ha il sospetto ragionevole che un comportamento possa essere dannoso alla collettività o possa arrecare gravi conseguenze, sebbene se non ci siano prove scientifiche (che comunque per quanto riguarda la questione inceneritori spuntano come funghi da molte fonti), è auspicabile adottare questo benedetto principio di precauzione per il bene comune. Il principio di precauzione non è principio di pregiudizio, ma è un atteggiamento razionale e ponderato di osservazione e discernimento che chi ha certe responsabilità deve adottare. La sua amministrazione pone questo principio come punto fermo per l&#8217;azione di governo?<br />
Ovvero, l’inerzia di chi non vuol vedere o la colpevole pigrizia di chi non vuol fare uno sforzo in più per cambiare le cose, o forse la mancanza di coraggio di chi rinuncia a certe scelte importanti sebbene onerose, non sono forse un danno per la collettività?<br />
L&#8217;amianto è stato una lezione che non abbiamo imparato, il nucleare anche (a quanto pare) e forse gli OGM saranno un ennesimo esempio di irresponsabilità generale, ma sugli inceneritori abbiamo più voce in capitolo, ce li costruiamo da soli sotto casa, non ce li piazza nessuno a nostra insaputa.<br />
Perchè le amministrazioni non adottano questo benedetto principio di precauzione nei confronti del problema e dei delicati fattori che così chiaramente incidono sul bene della gente?<br />
Per la mancanza di tecnologie di smaltimento alternative? No. Per la mancanza di progetti di gestione responsabile dei rifiuti che evitino l’incenerimento e che non siano utopistici? Nemmeno. Dunque da lei volevo sapere il motivo allora. Vorrei sapere cosa o chi ci obbliga a tenere in vita un inceneritore che ci fa male e che con ogni probabilità fa aumentare esponenzialmente la probabilità di cancro nella popolazione. Se questa gestione del ciclo dei rifiuti ci espone a questi rischi, perché non adottare il principio di precauzione e scegliere altre strade?<br />
Si parla di tutto, come se la scelta fosse di natura meramente economica o ecologica senza valutarne con logicità gli effetti diretti sulla popolazione infatti.<br />
I tumori dovuti alla presenza nell&#8217;aria di  nano particelle da combustione ad alta temperatura sono eventualità difficilmente collegabili ma ragionevolmente connesse. Il tragico scotto di ciò, potrebbe essere pagato da tutti ed è un rischio che non ci si può permettere di correre, soprattutto se esistono alternative. E le alternative esistono. Abbiamo pure il sindaco oncologo poi.<br />
Le ripeto, la questione reale non è di numero dei forni o di modernità, ma è una questione che sta alla base. Inceneritori si o no. Non è ammissibile di poter considerare una conquista il solo fatto di incenerire di meno o meglio.<br />
Considero francamente poco consolatorio sentirmi dire che fra qualche anno inceneriremo di meno per lo smantellamento di due forni vecchi.<br />
Bastano due forni in attività a generare i disastri ecologici e umani che vorrei evitare per me, i miei concittadini e i miei figli. Queste non sono idee politiche, questo è perseguimento del bene comune.<br />
Speriamo che la politica e la diplomazia o gli interessi di qualcuno non siano di troppo ostacolo a tutto ciò.<br />
Ho per caso trovato il suo nome fra gli aderenti al forum giovani per il piano strategico. Dunque come vede lei Rimini fra 20 anni? Con o senza inceneritore accanto?</p>
<p>Cordiali saluti</p>
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		<title>Di: Andrea Zanzini</title>
		<link>http://lnx.zanzini.it/wordpress/archives/536/comment-page-1#comment-11461</link>
		<dc:creator>Andrea Zanzini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 19:03:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://lnx.zanzini.it/wordpress/archives/536#comment-11461</guid>
		<description>Ciao Fabio,
ti ringrazio per il commento e anche se con un pò di ritardo cerco di risponderti con ordine.
Punto primo:
Ho sempre detto anche in occasioni ufficiali ed alla giunta di cui faccio parte che la nostra Provincia e la sua gente possono dimostrare di non aver bisogno di un nuovo inceneritore (saprai comunque che se ne abbatteranno due oramai vetusti) se non per modernizzare le tecnologie, ovvero ridurre le emissioni in atmosfera a parità di quantità di rifiuti bruciati.
Del resto non solo l&#039;aumento della percentuale di differenziata su tutto il territorio provinciale ma le stesse sperimentazioni del &#039;porta a porta&#039; che la Provincia con il sostegno dei comuni ha promosso, dimostrano che si può arrivare a percentuali di differenziazione fino ed oltre il 70%. (sulla base di dati A.T.O.)
Queste sperimentazioni oggi si stanno facendo, testimoniano risultati che sono frutto e patrimonio di tutti noi e che i nostri cittadini sono in grado di farcela e le apprezzano.
Non tutti però. Ed è su questi ultimi che l&#039;ordinanza vuole intervenire. Se credi che emettere un atto del genere nei confronti, in particolare, delle categorie simbolo della nostra economia e della nostra realtà sia un atto insignificante, sia un atto di poco peso, credimi che non è così.
In ogni caso l&#039;ordinanza vale per tutti e stabilisce, in sintesi che differenziare è compito e dovere di tutti permettendo, non da ultimo, agli operatori dei servizi di farla valere in tutte le numerose occasioni in cui si trovano davanti persone che questo impegno non lo vogliono prendere.
Se i toni sono sembrati idilliaci o trionfali onestamente non lo si deve a me, spesso, proprio per evitare il rischio, riporto gli articoli di giornale che, peraltro, non sempre sono teneri con le A.C..
Dopodiché per favore non togliamoci almeno la soddisfazione di sapere che il nostro Comune sia tra i primi in Provincia ed in Regione ma soprattutto che senza trionfalismi, la crescita della percentuale di differenziata è notevole negli ultimi due anni. Anche questo dato è patrimonio di tutti, dei cittadini, delle amministrazioni, delle persone che ci lavorano sopra negli uffici pubblici, delle authority e dei gestori che, costretti o meno, svolgono il servizio.
Più in generale credo che su questo dobbiamo lavorare, sull’aumento della differenziazione e lo sviluppo delle tecnologie di selezione e gestione dei rifiuti, per dimostrare che l’incenerimento sarà sempre meno conveniente e sempre meno accettato dalla gente e dalla politica, utile tuttalpiù a gestire le emergenze.
Ti confermo che non è facile portare avanti queste richieste in un contesto politico come quello attuale, per ragioni di interesse, per ragioni culturali o scarsa conoscenza della materia, per ragioni economiche ovviamente e spesso, da un lato e dall’altro, di disinformazione.
Il mio stile, purtroppo o per fortuna, tenta di essere quello per cui non si affrontano argomenti così delicati sulle pagine dei giornali. Spesso chi lo fa ha solo l’obiettivo della propaganda, di mantenere posti di potere o lanciare segnali alle proprie truppe e non è poi chiaro quali risultati poi porta a casa. Stò cercando di non muovermi in questo modo ma ti assicuro che nei contesti amministrativi, nei luoghi della politica e dell’amministrazione pubblica, quando ho appropriata conoscenza degli argomenti, non manco di aprire la discussione, fare pressione perché si facciano scelte più sostenibili possibile, pur avendo accettato il compromesso di un ruolo politico che, per natura, deve confrontarsi con posizioni diverse anche nelle stesse maggioranze di governo.
Spesso per altro questi argomenti sono più complessi sia dal punto di vista tecnico che politico di come appaiono e come le presenti anche tu, necessitano di tempo per essere approfondite e valutate, di studio e sperimentazioni per capire come si possa agire sui ‘legittimi’ interessi delle parti per trovare le soluzioni più sostenibili per tutta la collettività e, se per molti interlocutori ‘sostenibili’ è un termine legato al portafoglio, non lo è per tutti ma questa è una difficoltà reale.
Fino a quanto i parla di intenti siamo tutti d’accordo, quando si discute di ‘Azioni’ in molti, dalle assoc. di categoria in là, il primo pensiero va appunto al portafoglio, alla propria piccola rappresentanza di bottega, ecc…
Insieme a questo, vengo al tuo secondo dubbio, cerco di mantenere aperto il dialogo con tutte le realtà civili e sociali che ho l’occasione di incontrare. Margherita ed il suo movimento rappresenta una di queste, impegnatissima e molto ferrata in materia.
Sono stato con lei a visitare un impianto di trattamento e selezione ottica dei rifiuti vicino Padova e alcune iniziative organizzate in Provincia, ci sentiamo spesso perché abbiamo in previsione di visitarne altri e questo suo lavoro mi è utilissimo ad immaginare come migliorare il nostro sistema nelle occasioni in cui ho titolo per fare proposte o chiedere che si facciano scelte politiche.
Credo che abbiamo molti margini di miglioramento in particolare su questo, selezione dell’indifferenziato e gestione dello stesso e che ad Hera stessa debba essere chiesto di adeguare i propri impianti alle tecnologie più moderne da questo punto di vista. Le soluzioni che Margherita ci offre sono, ti assicuro, oggetto di mie serie valutazioni come sanno del resto l’Assessore Romani, di cui conosco sia le difficoltà che l’impegno, che il Presidente della Provincia Fabbri che il mio Sindaco.
Faccio un solo esempio per brevità: credo sia oramai inderogabile che nei sistemi di selezione dell’indifferenziato vengano inseriti anche a Rimini i selettori ottici che permettono ‘rese’ molto più alte e l’utilizzo di macchine al posto di ‘persone’ che per otto ore al giorno stanno con gli occhi puntati su di un nastro che trasporta rifiuti!
Per dirla tutta Margherita sa anche che per quanto questi argomenti li viviamo tutti sulla nostra pelle non accetto però l’inbarbarimento delle discussioni, le offese personali nelle quali ogni tanto si cade, soprattutto perché mi sembra che mantenere corrette relazioni inter-personali piuttosto che erigere muri di incomunicabilità serva solo a non essere efficaci e risolvendo le contraddizioni che affrontiamo. Può sembrare poco importante ma non lo è.
E’ per questo che personalmente mi ritengo fortunato di poter parlare in ogni occasione liberamente ed onestamente con lei così come con l’Assessore Romani, di entrambi ho stima sincera e condivido l’impegno, e grazie al contributo di entrambe potremo continuare a migliorare il sistema. Non sposo però l’idea di ciò che chiami ‘sistema marcio’, piuttosto, come dicevo prima il fatto che è nei limiti e nelle debolezze politiche, istituzionali ed umane che contraddistinguono questo mondo che tutti noi operiamo, e, per quanto mi riguarda, cercando di farlo più nei fatti che nelle ‘sparate’ propagandistiche che lascino il tempo che hanno trovato.
Anche qui, in poche righe è difficile scendere nei dettagli anche tecnici che oltre che più interessanti sono più utili al risultato, in ogni caso ti aspetto ancora su questo blog o, perché no, ad un incontro di persona.
Ps. Una piccola nota tra il serio ed il faceto: di tartarughe in mare, in due anni, ne ho rilasciate due. In entrambi le situazioni sono stato invitato, dalla Fondazione Cetacea. Ho creduto a loro facesse piacere e mi sono messo a disposizione, per altro ho avuto modo di conoscere la storia di questi animali, la loro provenienza, dove nidificano ecc.. ed è stato molto interessante, sarebbe bello in molti conoscessero questa storia che è anche la storia del nostro mare, sempre molto disprezzato, spesso senza conoscerne le ricchezze….
A presto e ancora grazie
andrea</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Fabio,<br />
ti ringrazio per il commento e anche se con un pò di ritardo cerco di risponderti con ordine.<br />
Punto primo:<br />
Ho sempre detto anche in occasioni ufficiali ed alla giunta di cui faccio parte che la nostra Provincia e la sua gente possono dimostrare di non aver bisogno di un nuovo inceneritore (saprai comunque che se ne abbatteranno due oramai vetusti) se non per modernizzare le tecnologie, ovvero ridurre le emissioni in atmosfera a parità di quantità di rifiuti bruciati.<br />
Del resto non solo l&#8217;aumento della percentuale di differenziata su tutto il territorio provinciale ma le stesse sperimentazioni del &#8216;porta a porta&#8217; che la Provincia con il sostegno dei comuni ha promosso, dimostrano che si può arrivare a percentuali di differenziazione fino ed oltre il 70%. (sulla base di dati A.T.O.)<br />
Queste sperimentazioni oggi si stanno facendo, testimoniano risultati che sono frutto e patrimonio di tutti noi e che i nostri cittadini sono in grado di farcela e le apprezzano.<br />
Non tutti però. Ed è su questi ultimi che l&#8217;ordinanza vuole intervenire. Se credi che emettere un atto del genere nei confronti, in particolare, delle categorie simbolo della nostra economia e della nostra realtà sia un atto insignificante, sia un atto di poco peso, credimi che non è così.<br />
In ogni caso l&#8217;ordinanza vale per tutti e stabilisce, in sintesi che differenziare è compito e dovere di tutti permettendo, non da ultimo, agli operatori dei servizi di farla valere in tutte le numerose occasioni in cui si trovano davanti persone che questo impegno non lo vogliono prendere.<br />
Se i toni sono sembrati idilliaci o trionfali onestamente non lo si deve a me, spesso, proprio per evitare il rischio, riporto gli articoli di giornale che, peraltro, non sempre sono teneri con le A.C..<br />
Dopodiché per favore non togliamoci almeno la soddisfazione di sapere che il nostro Comune sia tra i primi in Provincia ed in Regione ma soprattutto che senza trionfalismi, la crescita della percentuale di differenziata è notevole negli ultimi due anni. Anche questo dato è patrimonio di tutti, dei cittadini, delle amministrazioni, delle persone che ci lavorano sopra negli uffici pubblici, delle authority e dei gestori che, costretti o meno, svolgono il servizio.<br />
Più in generale credo che su questo dobbiamo lavorare, sull’aumento della differenziazione e lo sviluppo delle tecnologie di selezione e gestione dei rifiuti, per dimostrare che l’incenerimento sarà sempre meno conveniente e sempre meno accettato dalla gente e dalla politica, utile tuttalpiù a gestire le emergenze.<br />
Ti confermo che non è facile portare avanti queste richieste in un contesto politico come quello attuale, per ragioni di interesse, per ragioni culturali o scarsa conoscenza della materia, per ragioni economiche ovviamente e spesso, da un lato e dall’altro, di disinformazione.<br />
Il mio stile, purtroppo o per fortuna, tenta di essere quello per cui non si affrontano argomenti così delicati sulle pagine dei giornali. Spesso chi lo fa ha solo l’obiettivo della propaganda, di mantenere posti di potere o lanciare segnali alle proprie truppe e non è poi chiaro quali risultati poi porta a casa. Stò cercando di non muovermi in questo modo ma ti assicuro che nei contesti amministrativi, nei luoghi della politica e dell’amministrazione pubblica, quando ho appropriata conoscenza degli argomenti, non manco di aprire la discussione, fare pressione perché si facciano scelte più sostenibili possibile, pur avendo accettato il compromesso di un ruolo politico che, per natura, deve confrontarsi con posizioni diverse anche nelle stesse maggioranze di governo.<br />
Spesso per altro questi argomenti sono più complessi sia dal punto di vista tecnico che politico di come appaiono e come le presenti anche tu, necessitano di tempo per essere approfondite e valutate, di studio e sperimentazioni per capire come si possa agire sui ‘legittimi’ interessi delle parti per trovare le soluzioni più sostenibili per tutta la collettività e, se per molti interlocutori ‘sostenibili’ è un termine legato al portafoglio, non lo è per tutti ma questa è una difficoltà reale.<br />
Fino a quanto i parla di intenti siamo tutti d’accordo, quando si discute di ‘Azioni’ in molti, dalle assoc. di categoria in là, il primo pensiero va appunto al portafoglio, alla propria piccola rappresentanza di bottega, ecc…<br />
Insieme a questo, vengo al tuo secondo dubbio, cerco di mantenere aperto il dialogo con tutte le realtà civili e sociali che ho l’occasione di incontrare. Margherita ed il suo movimento rappresenta una di queste, impegnatissima e molto ferrata in materia.<br />
Sono stato con lei a visitare un impianto di trattamento e selezione ottica dei rifiuti vicino Padova e alcune iniziative organizzate in Provincia, ci sentiamo spesso perché abbiamo in previsione di visitarne altri e questo suo lavoro mi è utilissimo ad immaginare come migliorare il nostro sistema nelle occasioni in cui ho titolo per fare proposte o chiedere che si facciano scelte politiche.<br />
Credo che abbiamo molti margini di miglioramento in particolare su questo, selezione dell’indifferenziato e gestione dello stesso e che ad Hera stessa debba essere chiesto di adeguare i propri impianti alle tecnologie più moderne da questo punto di vista. Le soluzioni che Margherita ci offre sono, ti assicuro, oggetto di mie serie valutazioni come sanno del resto l’Assessore Romani, di cui conosco sia le difficoltà che l’impegno, che il Presidente della Provincia Fabbri che il mio Sindaco.<br />
Faccio un solo esempio per brevità: credo sia oramai inderogabile che nei sistemi di selezione dell’indifferenziato vengano inseriti anche a Rimini i selettori ottici che permettono ‘rese’ molto più alte e l’utilizzo di macchine al posto di ‘persone’ che per otto ore al giorno stanno con gli occhi puntati su di un nastro che trasporta rifiuti!<br />
Per dirla tutta Margherita sa anche che per quanto questi argomenti li viviamo tutti sulla nostra pelle non accetto però l’inbarbarimento delle discussioni, le offese personali nelle quali ogni tanto si cade, soprattutto perché mi sembra che mantenere corrette relazioni inter-personali piuttosto che erigere muri di incomunicabilità serva solo a non essere efficaci e risolvendo le contraddizioni che affrontiamo. Può sembrare poco importante ma non lo è.<br />
E’ per questo che personalmente mi ritengo fortunato di poter parlare in ogni occasione liberamente ed onestamente con lei così come con l’Assessore Romani, di entrambi ho stima sincera e condivido l’impegno, e grazie al contributo di entrambe potremo continuare a migliorare il sistema. Non sposo però l’idea di ciò che chiami ‘sistema marcio’, piuttosto, come dicevo prima il fatto che è nei limiti e nelle debolezze politiche, istituzionali ed umane che contraddistinguono questo mondo che tutti noi operiamo, e, per quanto mi riguarda, cercando di farlo più nei fatti che nelle ‘sparate’ propagandistiche che lascino il tempo che hanno trovato.<br />
Anche qui, in poche righe è difficile scendere nei dettagli anche tecnici che oltre che più interessanti sono più utili al risultato, in ogni caso ti aspetto ancora su questo blog o, perché no, ad un incontro di persona.<br />
Ps. Una piccola nota tra il serio ed il faceto: di tartarughe in mare, in due anni, ne ho rilasciate due. In entrambi le situazioni sono stato invitato, dalla Fondazione Cetacea. Ho creduto a loro facesse piacere e mi sono messo a disposizione, per altro ho avuto modo di conoscere la storia di questi animali, la loro provenienza, dove nidificano ecc.. ed è stato molto interessante, sarebbe bello in molti conoscessero questa storia che è anche la storia del nostro mare, sempre molto disprezzato, spesso senza conoscerne le ricchezze….<br />
A presto e ancora grazie<br />
andrea</p>
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		<title>Di: Fabio Re</title>
		<link>http://lnx.zanzini.it/wordpress/archives/536/comment-page-1#comment-11327</link>
		<dc:creator>Fabio Re</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 17:45:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://lnx.zanzini.it/wordpress/archives/536#comment-11327</guid>
		<description>Egregio assessore, 
      questo post idilliaco sulla gestione dei rifiuti riminesi mi lascia qualche interrogativo.
      Primo: secondo lei, se la gestione dei rifiuti riminesi è così efficente e volta al rispetto dell&#039;eco sostenibilità ambientale, come mai stiamo per innalzare il quarto forno dell&#039;inceneritore? Se i rifiuti diminuiranno, cosa andremo a bruciare negli inceneritori? Eppure per poter guadagnare, Hera necessita, oltre che dei Cip6 per gli inceneritori, oltre che dei finanziamenti per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata (grande paradosso italiano), anche degli stessi rifiuti da smaltire. Gli inceneritori devono bruciare, sennò non guadagnano! Sappiamo quindi che se i riluttanti irresponsabili albergatori smetteranno di fornire CDR, cosa brucierà l&#039;inceneritore di Raibano? Importeremo rifiuti da altrove? Tutto ciò sarà competenza di Fabbri e Romani, va bene, ma lei cosa dice di tutto ciò? 
       Riesco a seguire il suo lavoro solo tramite il suo blog e la trovo piuttosto trionfale nel presentare il suo lavoro. Le differenze fra PD e SA non si riescono a trovare a Rimini.  Francamente vivendo la città tutti i giorni, assistendo alla speculazione edilizia che impera, alla cattivo stato degli impianti di fognatura e allo scarso interesse per le aree verdi, mi chiedo come faccia ad essere così trionfale.
       Secondo dubbio: l&#039;ho vista partecipare agli incontri organizzati da Margherita Bologna e il comitato di Riccione per l&#039;energia pulita, forum ambiente ecc., ma non capisco che come commenta quello che esce fuori da quegli incontri. Cosa pensa delle tecnologie pulite di gestione dei rifiuti quali bio-stabilizzazione, dissociazione mollecolare a freddo ecc. Cosa dice della vergognosa posizione a riguardo dell&#039;amministrazione provinciale e dei verdi?
      Ci porge come vittorie le sperimentazioni di Borghi e S. Giustina (? non mi ricordo ) come futuro della raccolta porta a porta con successiva strategia &quot;rifiuti zero&quot;, o il compostaggio del rifiuto organico rivenduto a peso d&#039;oro, ma francamente non ci credo molto che le cose vadano così come si paventa e in fondo in credo nemmeno lei. La ritengo un buon assessore, ma forse più portato per le politiche giovanili che all&#039;ambiente. Dico questo non per offenderla ma perchè non traspaiono mai dai suoi commenti, gesti di critica o proposte alternative all&#039;amministrazione che da lei mi aspetterei vivamente. Come fanno comunisti e verdi a rimanere in queste giunte di affaristi?
Dalla sua parte politica, mi aspetto qualcosa di più e anche se lei non è iscritto ad alcun partito, mi sembrava fosse un po&#039; più a sinistra del PD. Mi sbaglio? Bene, se i verdi riminesi si sono scordati che cosa significa essere verde, lei almeno può rendere giustizia ad una verità insindacabile. La gestione dei rifiuti riminesi è marcia come una discarica a cielo aperto. Da lei voglio la verità. Me la merito.
      Ultimo dubbio: ha fatto riferimento alla raccolta differenziata dei medicinali.  Informandomi sulla destinazione di questo rifiuto speciale, ho appreso da un funzionario Hera, che tale rifiuto sia diretto all&#039;inceneritore. Ma lo spaeva lei? Fra una nano particella e l&#039;altra, un po&#039; di diossina cancerogena ci potremo respirare anche un po&#039; di aspirina scaduta. Magari ci fa bene.

    Vorrei sapere cosa ne pensa finalmente.
Vorrei un post politico, di tartarughe in mare ne ha rilasciate abbastanza.
   
Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio assessore,<br />
      questo post idilliaco sulla gestione dei rifiuti riminesi mi lascia qualche interrogativo.<br />
      Primo: secondo lei, se la gestione dei rifiuti riminesi è così efficente e volta al rispetto dell&#8217;eco sostenibilità ambientale, come mai stiamo per innalzare il quarto forno dell&#8217;inceneritore? Se i rifiuti diminuiranno, cosa andremo a bruciare negli inceneritori? Eppure per poter guadagnare, Hera necessita, oltre che dei Cip6 per gli inceneritori, oltre che dei finanziamenti per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata (grande paradosso italiano), anche degli stessi rifiuti da smaltire. Gli inceneritori devono bruciare, sennò non guadagnano! Sappiamo quindi che se i riluttanti irresponsabili albergatori smetteranno di fornire CDR, cosa brucierà l&#8217;inceneritore di Raibano? Importeremo rifiuti da altrove? Tutto ciò sarà competenza di Fabbri e Romani, va bene, ma lei cosa dice di tutto ciò?<br />
       Riesco a seguire il suo lavoro solo tramite il suo blog e la trovo piuttosto trionfale nel presentare il suo lavoro. Le differenze fra PD e SA non si riescono a trovare a Rimini.  Francamente vivendo la città tutti i giorni, assistendo alla speculazione edilizia che impera, alla cattivo stato degli impianti di fognatura e allo scarso interesse per le aree verdi, mi chiedo come faccia ad essere così trionfale.<br />
       Secondo dubbio: l&#8217;ho vista partecipare agli incontri organizzati da Margherita Bologna e il comitato di Riccione per l&#8217;energia pulita, forum ambiente ecc., ma non capisco che come commenta quello che esce fuori da quegli incontri. Cosa pensa delle tecnologie pulite di gestione dei rifiuti quali bio-stabilizzazione, dissociazione mollecolare a freddo ecc. Cosa dice della vergognosa posizione a riguardo dell&#8217;amministrazione provinciale e dei verdi?<br />
      Ci porge come vittorie le sperimentazioni di Borghi e S. Giustina (? non mi ricordo ) come futuro della raccolta porta a porta con successiva strategia &#8220;rifiuti zero&#8221;, o il compostaggio del rifiuto organico rivenduto a peso d&#8217;oro, ma francamente non ci credo molto che le cose vadano così come si paventa e in fondo in credo nemmeno lei. La ritengo un buon assessore, ma forse più portato per le politiche giovanili che all&#8217;ambiente. Dico questo non per offenderla ma perchè non traspaiono mai dai suoi commenti, gesti di critica o proposte alternative all&#8217;amministrazione che da lei mi aspetterei vivamente. Come fanno comunisti e verdi a rimanere in queste giunte di affaristi?<br />
Dalla sua parte politica, mi aspetto qualcosa di più e anche se lei non è iscritto ad alcun partito, mi sembrava fosse un po&#8217; più a sinistra del PD. Mi sbaglio? Bene, se i verdi riminesi si sono scordati che cosa significa essere verde, lei almeno può rendere giustizia ad una verità insindacabile. La gestione dei rifiuti riminesi è marcia come una discarica a cielo aperto. Da lei voglio la verità. Me la merito.<br />
      Ultimo dubbio: ha fatto riferimento alla raccolta differenziata dei medicinali.  Informandomi sulla destinazione di questo rifiuto speciale, ho appreso da un funzionario Hera, che tale rifiuto sia diretto all&#8217;inceneritore. Ma lo spaeva lei? Fra una nano particella e l&#8217;altra, un po&#8217; di diossina cancerogena ci potremo respirare anche un po&#8217; di aspirina scaduta. Magari ci fa bene.</p>
<p>    Vorrei sapere cosa ne pensa finalmente.<br />
Vorrei un post politico, di tartarughe in mare ne ha rilasciate abbastanza.</p>
<p>Saluti</p>
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