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	<title>Commenti a: La Giunta sospende le limitazioni alla circolazione chiedendo più impegno alle associazioni di categoria</title>
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	<description>Il blog di Andrea Zanzini: assessore &#039;indipendente&#039; alle Politiche Ambientali ed Energetiche del Comune di Rimini</description>
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		<title>Di: augusta berardi</title>
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		<dc:creator>augusta berardi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 19:28:49 +0000</pubDate>
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		<description>Chiedo scusa, scrivo qui queste righe che mi pare attengano in qualche misura l&#039;ambiente.

&quot;La miglior difesa è l&#039;attacco&quot; devono aver pensato quanti lucrano abusando dell&#039;area portuale nel diffondere le loro lamentele &quot;contro&quot; i cittadini che nei giorni scorsi si erano lamentati (a loro volta) a causa  dell&#039;eccessivo  traffico di camion che trasportano pietre. Così, per bocca degli autotrasportaotri  aderenti alla cnaf- fita che operano nella zona portuale, e segnatamnete quelli &quot;che scaricano le pietre croate dalle navi ormefggiate in punta il molo&quot; denunciano l&#039;eccessiva presenza di &quot;pedoni&quot; che intalcerebbero dette operazioni. Ricordiamo che nei giorni scorsi da parte di molti cittaidni erano state espresse lamentele per una situazione che risulta più unica che rara e che dura da un decennio. Abbiamo in breve una ( o più non saprei) ditta che ha stabilito la propria attività principale nel porto di Rimini e se n&#039;è approrpiata diciamo di una buona metà. L&#039;attivtà consiste nel trasbordo di &quot;inerti&quot; (pietrisco) da navi provenienti dalla Croazia e nel succesvo trasporto. Ora  ame pare che la questione vada esaminata nei suoi tre aspetti principali. Il primo riguarda la natura del porto di Rimini, ovvero la sua idoneità ad operazioni di questo tipo (per il fatto che è un piccolo porto e che si trova in una posizione centrale ). Ebbene: a detta di tutti il nostro porto è inadatto ad attività quali quella di cui si sta parlando. Il secondo aspetto attiene il fatto che, anche qualora il porto fosse adatto ad attività di quel genere, esso si trova in una colllocozaione tale da renderlo comunque inidoneo ad attività di quel tipo in quanto non è collegato a grosse arterie stradali e pertanto i camion, per raggiungerle, devono attraversare una parte della città. Ricordiamo che si tatta di camion che a pieno carico pesano 50 tonnellate e che ne parte uno ogni qualche minuto. Ricordiamo anche, per chi abbia occhi per vedere, qual è lo stato del manto stradale nelle vie, diciamo così &quot;di uscita&quot; dal porto e quale il traffico nelle vie utilizzate (Coletti, Mateotti ecc.). La terza questione infine attiene la legittimità dei &quot;pedoni&quot; ad accedere al porto senza intralciare chi pensa esclusivamente ai propri interessi causando disagi ad una intera comunità di cittaidni. A tal proposito gioverebbe ricordare che su Piazzale  Boscovich (perchè la &quot;palata&quot; ha anche un nome che è quello dell&#039;abate Ruggero Boscovich) esistono due attività di ristorazione e una libreria. Che la &quot;passegiata al molo è una tradizione centenaria (esitono fotografie degli anni cinquanta che ritraggono giovani che si tuffano nel canale,  celeberrimo e &quot;mitico&quot;, per quelli della mia generazione, il pericolosissimo tuffo dalle &quot;trombe&quot; ecc.). Tradizionale anche la pesca con la canna - ora non la si può più fare perchè c&#039;è questo signore che si deve arricchire sempre di più e non gli frega di niente e di nessuno; nè salta in mente a chichessia ne abbia titolo di dire &quot;basta, questa cosa, qui, non la puoi più fare!&quot;). La regola generale all&#039;interno di una comunità, a mio avviso, è che la comunità è sovrana (democrazia) e che nessuno può piegare la collettività ai suoi interessi quando questi  danneggino quella,

Cordialmnete,

 Augusta Bernardi</description>
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<p>&#8220;La miglior difesa è l&#8217;attacco&#8221; devono aver pensato quanti lucrano abusando dell&#8217;area portuale nel diffondere le loro lamentele &#8220;contro&#8221; i cittadini che nei giorni scorsi si erano lamentati (a loro volta) a causa  dell&#8217;eccessivo  traffico di camion che trasportano pietre. Così, per bocca degli autotrasportaotri  aderenti alla cnaf- fita che operano nella zona portuale, e segnatamnete quelli &#8220;che scaricano le pietre croate dalle navi ormefggiate in punta il molo&#8221; denunciano l&#8217;eccessiva presenza di &#8220;pedoni&#8221; che intalcerebbero dette operazioni. Ricordiamo che nei giorni scorsi da parte di molti cittaidni erano state espresse lamentele per una situazione che risulta più unica che rara e che dura da un decennio. Abbiamo in breve una ( o più non saprei) ditta che ha stabilito la propria attività principale nel porto di Rimini e se n&#8217;è approrpiata diciamo di una buona metà. L&#8217;attivtà consiste nel trasbordo di &#8220;inerti&#8221; (pietrisco) da navi provenienti dalla Croazia e nel succesvo trasporto. Ora  ame pare che la questione vada esaminata nei suoi tre aspetti principali. Il primo riguarda la natura del porto di Rimini, ovvero la sua idoneità ad operazioni di questo tipo (per il fatto che è un piccolo porto e che si trova in una posizione centrale ). Ebbene: a detta di tutti il nostro porto è inadatto ad attività quali quella di cui si sta parlando. Il secondo aspetto attiene il fatto che, anche qualora il porto fosse adatto ad attività di quel genere, esso si trova in una colllocozaione tale da renderlo comunque inidoneo ad attività di quel tipo in quanto non è collegato a grosse arterie stradali e pertanto i camion, per raggiungerle, devono attraversare una parte della città. Ricordiamo che si tatta di camion che a pieno carico pesano 50 tonnellate e che ne parte uno ogni qualche minuto. Ricordiamo anche, per chi abbia occhi per vedere, qual è lo stato del manto stradale nelle vie, diciamo così &#8220;di uscita&#8221; dal porto e quale il traffico nelle vie utilizzate (Coletti, Mateotti ecc.). La terza questione infine attiene la legittimità dei &#8220;pedoni&#8221; ad accedere al porto senza intralciare chi pensa esclusivamente ai propri interessi causando disagi ad una intera comunità di cittaidni. A tal proposito gioverebbe ricordare che su Piazzale  Boscovich (perchè la &#8220;palata&#8221; ha anche un nome che è quello dell&#8217;abate Ruggero Boscovich) esistono due attività di ristorazione e una libreria. Che la &#8220;passegiata al molo è una tradizione centenaria (esitono fotografie degli anni cinquanta che ritraggono giovani che si tuffano nel canale,  celeberrimo e &#8220;mitico&#8221;, per quelli della mia generazione, il pericolosissimo tuffo dalle &#8220;trombe&#8221; ecc.). Tradizionale anche la pesca con la canna &#8211; ora non la si può più fare perchè c&#8217;è questo signore che si deve arricchire sempre di più e non gli frega di niente e di nessuno; nè salta in mente a chichessia ne abbia titolo di dire &#8220;basta, questa cosa, qui, non la puoi più fare!&#8221;). La regola generale all&#8217;interno di una comunità, a mio avviso, è che la comunità è sovrana (democrazia) e che nessuno può piegare la collettività ai suoi interessi quando questi  danneggino quella,</p>
<p>Cordialmnete,</p>
<p> Augusta Bernardi</p>
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